I soci risultavano 297 ed erano suddivisi in
"famiglie" secondo la specificità di pesca che
effettuavano:
1) - Tratte da canale
2) - Serragianti
3) - Nasse
4) - Cogoli
5) - Bragottanti
6) - Fiocina
7) - Pesce novellanti
8) - Strascico da marina
9) - Pesca tartanella
10) - Pesca crostacei e molluschi
11) - Battarella da Anguelle
Uno dei primi atti del nuovo consiglio fu quello di provvedere
a denunciare alle pubbliche autorità i pescatori che usavano
materiale esplodente nella pesca, pescavano le "verzelattine"
fuori stagione e danneggiavano le reti degli altri associati poste
in laguna.
Il 30 settembre 1928 la Cooperativa aderì al "Consorzio
fra pescatori dell'Alto Adriatico", organismo che si prefiggeva
l'acquisto collettivo di materiali da pesca, la costruzione di
case per pescatori, di stabilimenti per la tintoria delle reti
e di vigilare sulla rigida applicazione delle disposizioni legislative
in materia di pesca.
Il 4 novembre 1928 fu venduto il fabbricato di proprietà
della Cooperativa sito a S. Mauro n. 111, e la sede sociale fu
trasferita presso la Casa del Pescatore in via Terranova 215.
Con tale vendita vennero ripianati i vecchi debiti verso i soci
Costantini Luigi detto Buriello, Seno Luigi e Costantini Giuseppe
detto Padrin che avevano a suo tempo prestato i soldi per l'acquisto.
Nell'assemblea del 03/02/1929 fu nominato il nuovo Consiglio di
Amministrazione:
Costantini Luigi detto Buriello - Presidente
Tagliapietra Giuseppe " Bigoli - Consigliere
Seno Virgilio " Scherolin - "
D'Este Giuseppe " Frattin - "
Costantini Angelo " Padrin - "
Tagliapietra Giovanni " Marinaro - "
Vio Alessandro " Cagretti - "
Cassiere: Braion Carlo
Segretario contabile: Rag. Gio Batta Poli
Sindaci: Dott. Romano Andreose
Vio Federico e Senigaglia Vittorio
Il fascismo di fatto prendeva il controllo della Cooperativa.
Il Dott. Andreose notoriamente svolgeva attività sindacale
nel campo della pesca; infatti il 16 febbraio 1930 per divergenze
con il Collegio Sindacale sulla gestione della pesca del pesce
novello che era una delle fonti di maggiore guadagno per i pescatori
e che di fatto fu strettamente gestita da un uomo di fiducia
del Dott. Andreose, un certo Isepetto, il Consiglio rassegnò
le dimissioni.
Fu nominato commissario Prefettizio il Cav. Uff. Ettore Duse.
Il 04 ottobre 1931 fu nominato nuovo presidente il Sig. Alessandro
Rino Olivier.
Viene confermato che la Cooperativa ha un quarantennio di vita.
Evidentemente si ricollegano non solo alla Cooperativa fondata
nel 1904 ma anche a quelle già esistenti nel 1896 e 1898.
Consiglieri risultano Vio Angelo fu Antonio, Costantini Giovanni,
Bon Vittorio, Costantini Pietro, Dei Rossi Luigi "strighetta"
e Tagliapietra Giovanni "marinaro".
Nel Collegio Sindacale entrò il Dott. Giuseppe Grella
fiduciario del Circolo Fascista di Burano, il Sig. Bean Candido
e Vio Angelo.
Dal 1932 al 1945 la normalizzazione fu completa.
Comunque è bene ricordare i vari amministratori che si
sono via via succeduti:
1932 - 1933
Olivier Alessandro Presidente
Vio Angelo Consigliere
Costantini Giovanni "
Bon Vittorio "
Costantini Pietro "
Dei Rossi Luigi "Strighetta" "
Tagliapietra Giovanni "Marinaro" "
Collegio Sindacale: Dott. Giuseppe Grella,
Bean Candido e Vio Angelo di Federico.
1934 - 1935
Zanchi Giovanni Presidente
Dei Rossi Luigi "Strighetta" Consigliere
Tagliapietra Giovanni "Marinaro" "
Costantini Angelo "Padiero" "
Memo Angelo "Caenasso" "
D'Este Giuseppe "Frattin" "
Tagliapietra Augusto "Bigoli" "
Collegio Sindacale:Dott. Giuseppe Grella, Rocco
Flaminio e Torcellan Vittorio, rappresentante fiduciario del
circolo fascista.
1936 - 1937
Zanchi Armando Presidente
Tagliapietra Albino "Marinaro" Consigliere
Tagliapietra Augusto "Bigoli" "
Memo Angelo "Caenasso" "
Zane Giuseppe "Cuccagna" "
Costantini Angelo "Padrin" "
Collegio Sindacale:Dott. Giuseppe Grella, Rocco
Flaminio e Novello Attilio.
Risultano associati n° 260 pescatori.
1938-1939
Zanchi Armando Presidente
Tagliapietra Albino "Marinaro" Consigliere
Tagliapietra Augusto "Bigoli" "
Memo Angelo "Caenasso" "
Zane Giuseppe "Cuccagna" "
Costantini Angelo "Padrin" "
Collegio Sindacale:Rocco Flaminio, Novello
Attilio, Toselli Giuseppe.
1940
Zanchi Armando Presidente
Memo Angelo "Caenasso" Consigliere
Tagliapietra Giovanni "Bigoli" "
Dei Rossi Luigi "Strighetta" "
Costantini Angelo "Padrin" "
Tagliapietra Albino "Marinaro" "
Costantini Luigi "Buriello"
Collegio Sindacale:Rocco Giannino, Ongaro Gino
e Enzo Ubaldo.
1941
Memo Angelo "Caenasso" Presidente
Tagliapietra Albino "Marinaro" Consigliere
Costantini Luigi "Buriello" "
Rossi Luigi "Busarocche" "
Vio Giovanni "Grotto" "
Rossi Giuseppe "Brunetto" "
Bon Vittorio "Ciapatte" "
Collegio Sindacale:Memo Erminio "squadrista",
Venni Cav. Giovanni e Voltolina Angelo.
1942
Costantini Giovanni "Colombo" Presidente
Costantini Alfredo "Boscolo" Consigliere
Molin Attilio "Boraccio" "
Rossi Giuseppe "Brunetto" "
Rossi Luigi "Suste" "
Costantini Giannino "Zanmaria" "
Vio Giovanni "Grotto" "
Collegio Sindacale:Memo Erminio, Venni Cav.
Giovanni e Sconocchia Dott. Giorgio.
Direttore: Torcellan Enrico "Foggia"
Segretario: Bressanello Albino.
1943 - 1944
Costantini Giovanni "Colombo" Presidente
Rossi Luigi "Suste" Consigliere
Memo Angelo "Caenasso" "
Vio Giuseppe "Grotto" "
Zane Vittorio "
Seno Virginio "
Rossi Antonio "
Collegio Sindacale:Venni Cav. Giovanni, Muselle
Iolando e Scarpa Erminio.
Risultano iscritti oltre 300 pescatori.
Venne la caduta del fascismo e la fine della guerra.
Il 3 Giugno 1945 alla presenza dei rappresentanti del Comitato
di Liberazione del partito democristiano, socialista e comunista,
del Maresciallo dei carabinieri e del Brigadiere della finanza
si riunirono 280 soci.
Fu nominata una commissione di inchiesta sulle attività
del Presidente uscente, Costantini Giovanni "Colombo",
composta da Costantini Vittorio "Versotto", Vitturi
Augusto "Brustolon" e Costantini Gustavo "Moretto".
A formare il Consiglio di Amministrazione vennero chiamati:
Memo Alberto "Ballarin" Presidente
Vio Angelo "Cagretti" Consigliere
Memo Angelo "Caenasso" "
D'Este Ubaldo "Frattin" "
Costantini Gustavo "Moretto" "
Vitturi Augusto "Brustolon" "
Rossi Luigi "Suste" "
Collegio Sindacale: Venni Giovanni, D'Este
Giuseppe, Amadi Giuseppe.
Si riporta il bilancio al 31.12.1945
(selezionare una foto per ingrandirla)
Il 23 aprile del 1945 si era ricostituita a Roma la Confederazione
Cooperative Italiane come “libero organismo apolitico
a base nazionale, che si ispira ai principi della scuola sociale
cristiana”.
Il 21 settembre del 1945, davanti al notaio Pellegrini la Cooperativa
San Marco fra Lavoratori della Piccola Pesca fu una delle quattro
cooperative veneziane fondatrici di analoga organizzazione nella
Provincia di Venezia.
Il 27 giugno 1951 venne eletto Presidente il Cav. Angelo Trevisan
che rimase in carica sino al 1975.
Durante la gestione del Cav. Angelo Trevisan furono risanate
le finanze della Cooperativa, venne rilanciata la gestione del
Mercato del pesce di Burano che per un certo numero di anni
svolse una funzione economica importante per i pescatori e per
l’economia locale. I rapporti con i commissionari che
gestivano il posteggio di vendita al Mercato Ittico all’Ingrosso
del Tronchetto trovarono un loro equilibrio.
Fu migliorata la gestione della tintoria delle reti. A seguito
di un incendio che distrusse in parte la Casa del Pescatore,
si resero necessari lavori di ristrutturazione.
Nel 1955 furono tentate iniziative per realizzare un stabulario
per molluschi al Forte di Mazzorbo.
Il 23 febbraio 1975 gli subentrò il Rag. Romano Memo,
tuttora in carica. Il primo annoso problema era la ristrutturazione
e il consolidamento della Casa del Pescatore.
La tintoria delle reti stava andando in disuso. Le reti di nailon
non necessitavano più del trattamento di tintura tradizionale.
Il fabbricato era fatiscente; bisognava predisporlo per una
nuova funzione.
La pesca stava evolvendosi anche a Burano. Le prime turbosoffianti
arrivarono nell’isola.
La Legge 192 del 1977 che dettava norme per la commercializzazione
dei molluschi eduli lamellibranchi imponeva la costruzione di
un centro di raccolta pena il blocco della pesca.
Utilizzando normative Regionali, ma sfoderando tanto coraggio,
perché le disponibilità finanziarie della Cooperativa
erano limitatissime, tanto che tutt’oggi pendono alcuni
obblighi finanziari, fu costituito il Centro di Raccolta, un
frigorifero con un riproduttore di ghiaccio al servizio dei
soci.
Altra particolare attenzione fu rivolta alla organizzazione
di specifici corsi per far acquisire ai soci i titoli professionali
di Capo Barca e Marinaio Motorista provvedendo prima al soddisfacimento
della scuola dell’obbligo.
Nel 1984 la grande svolta. La Cooperativa passò alla
gestione diretta di altri due posteggi di vendita al mercato
all’ingrosso avendovi rinunciato le Cooperative di S.
Pietro in Volta e Pellestrina che orbitavano economicamente
a Chioggia.
I soci furono obbligati a conferire tutto il prodotto alla Cooperativa.
Così iniziarono ad affluire nuovi flussi finanziari con
un aggravio delle difficoltà di gestione.
La diversificazione delle attività di pesca fu una delle
costanti dell’azione della Cooperativa; trasformare una
parte dei soci da pescatori di cattura in allevatori era un
investimento per il futuro.
Si organizzarono corsi per allevatori di mitili, credo siamo
stati i primi nel Veneto. Il Dott. Angelo Grasso Presidente
dell’Unione Provinciale Confcooperative, allora giovane
amministratore del movimento cooperativo ne è buon testimone.
In Laguna Nord non si era mai sviluppata la miticoltura. Allo
scopo, con alcuni soci della San Marco fu fondata una piccola
cooperativa (La Nuova Pesca Burano) poi sciolta. Furono predisposti
progetti per due vivai sperimentali: uno in Canale Gaggia ed
uno in Canale San Felice adiacente alla valle Paleazza per un
totale di mq. 10.000.
L’ottusità della commissione di salvaguardia fece
naufragare il tutto. Venne negata l’autorizzazione “perché
erano di intralcio alle maree e deturpavano il paesaggio”.
Poveri uomini che credono di svolgere una funzione di salvaguardia,
invece il più delle volte sono di ostacolo allo sviluppo
economico della città.
Già all’inizio degli anni ‘80 con il CO.S.P.A.V.
iniziammo in sordina un tentativo di allevamento di Tapes Decusattus
o Filippinarum, meglio conosciuti come Concoli o Vongole Veraci.
Ma per quante concessioni abbiamo richiesto al Magistrato alle
Acque ci furono sempre negate. Fu imposta la nascita del CO.VE.AL.LA.
grande consorzio di difficile gestione. Tralascio la vicenda
delle aree lagunari perché di scottante attualità.
I freni che ci furono imposti negli ultimi dieci anni hanno
consentito di converso al Polesine di decollare passando da
terra derelitta a fonte di ricchezza nel settore.
Nel settembre del 1993 una seconda grande svolta, la trasformazione
della Cooperativa da Servizi a Lavoro. Una nuova legge imponeva
che il passaggio del prodotto da socio a cooperativa venisse
fatturato con notevoli difficoltà per entrambi. Con oltre
settanta soci furono stipulati i contratti di comodato per i
natanti e le attrezzature. Di fatto la Cooperativa diventava
armatrice e i pescatori soci lavoratori.
Di recente una normativa CEE, il Decreto L.vo 530, impone una
nuova grande ristrutturazione del fabbricato della Cooperativa
e del Centro di raccolta.
A livello Regionale la Cooperativa è stata sempre attiva
nella promozione dei vari organismi associativi: dalla Veneta
Pesca, costituita dopo la crisi derivata dal colera di Napoli;
al Consorzio Peschereccio Veneto, creato nel 1937, ai recenti
CO.VE.AL.LA., CO.LI. Venezia costituito con le Cooperative di
S. Pietro in Volta e Pellestrina, al Consorzio per la Gestione
della Pesca dei Molluschi Bivalvi nel Compartimento Marittimo
di Venezia.
Il futuro non è ben delineato. Ai pescatori si chiede
sempre di diventare allevatori, ma per farlo servono capitali
di difficile reperimento, spazi in concessione a basso costo
e soprattutto un’opera scientifica di sostegno. I pescatori
prima di tutto devono pensare all’oggi. Il futuro è
nella buona volontà e disponibilità di chi può
sostenerci.
Attualmente i soci sono n° 136 dei quali n° 99 residenti
a Burano e 37 fuori dall’Isola.
I natanti della Cooperativa sono così suddivisi:
N° 2 natanti a motore superiori alle 10 TSL.
N° 53 barche a motore inferiori alle 10 TSL.
Gli altri natanti operano a remi con motori fuoribordo.
Una settantina di soci effettuano la tipica pesca lagunare con
tresse, tredici lo strascico in mare, ventisei operano con le
turbosoffianti con undici natanti. Gli altri svolgono pesca
lagunare secondo le stagioni: pesca del pesce novello, raccolta
molluschi ecc.
Il fatturato degli ultimi tre anni si aggira in una costante
di £. 3.200.000.000. La gestione della Cooperativa è
molto complessa con quattro impiegati in sede e tre al mercato
ittico. Amministrativamente la Cooperativa contabilizza n°
2837 fatture di acquisto e n° 20.312 fatture di vendita.
Di converso non siamo un’azienda che deve realizzare utili,
bensì un organismo che deve erogare sempre più
servizi ai soci e sviluppare nuove possibilità di lavoro.
Il movimento cooperativo si dimostra quindi la forma migliore
di gestione per questo tipo di piccole realtà che resistono
da cento anni.